Un appello alla sicurezza nella nostra Città

L’Appello di un Cittadino
Il mio non vuole essere uno sfogo, ma un appello, sentito e aperto. Un appello alla libertà di vivere la quotidianità, di godere degli spazi di vita che Catania ci offre; che sono spazi fisici, ma prima ancora sociali e psicologici.
La notte tra il 29 e il 30 Dicembre 2017 sono stato aggredito, mentre camminavo in pieno centro storico (a pochi passi da Piazza Duomo) e senza alcun apparente motivo, da due uomini che viaggiavano, senza casco, a bordo di uno scooter di grossa cilindrata, uno di quelli che si vede quotidianamente scorrazzare per le vie della città e, soprattutto, in certe zone di quel meraviglioso centro storico che è della città di Catania. Dei due, onestamente, ho visto poco, data la dinamica dell’aggressione. Difatti, sfrecciandomi a fianco sul marciapiede e arrivandomi alle spalle, uno dei due mi rifilava un colpo ben assestato sulla nuca, di una violenza tale che ancora oggi penso a cosa sarebbe potuto succedere se mi avessero colpito in qualche punto più sensibile qualche cm più in là. Per fortuna non ho riportato gravi conseguenze dovute all’aggressione. Nessun tentativo di scippo, nessuno scontro, nessun confronto, niente che possa razionalmente fornire spiegazione all’accaduto. Il che rende a mio parere il fatto ancor più grave. Si, perché seppur l’uso della forza a scopi delinquenziali e di prevaricazione sull’altro sia sempre cosa grave e da prevenire, ancora prima che da condannare, una violenza gratuita e ingiustificata come questa non è soltanto un attentato all’incolumità della persona, ma è sintomo che qualcosa in questa città sia sfuggita di mano. Aggiungo che, in seguito all’accaduto, diverse persone mi hanno raccontato di aver vissuto in prima persona o di aver assistito a scene simili per le vie della città. E fa rabbia notare il tono di chi vive ormai certi episodi tra l’assuefazione e la rassegnazione, quasi come se la loro percezione fosse schermata dal velo della quotidiana, e quindi accettabile, routine.
Nell’avvicinarsi del passaggio del testimone a quella che sarà eletta dai cittadini come nuova amministrazione comunale e del momento in cui comincerà il balletto dei candidati tra presentabili, ex-impresentabili, nuovi impresentabili, futuri impresentabili, nati-impresentabili, e del momento in cui i catanesi cominceranno a godere dei comizi più inascoltabili retti sulle più inutili promesse, credo che quello della sicurezza nella vita quotidiana di ciascun cittadino sia un tema estremamente sensibile. Diventa rilevante non solo una sicurezza legata ai piccoli crimini e alla delinquenza “di strada”, ma una sicurezza così come percepita nella sfera di chi questa città intende viverla a pieno, e che in questa fase di grande e, al contempo, preoccupante migrazione dei giovani e meno giovani, laureati e non laureati, non faccia passare la voglia di restare a chi ha scelto di non lascare la propria terra; e magari non faccia passare la voglia di tornare, almeno per le agognate vacanze in compagnia dei propri cari, neanche a chi, come me, di questa città non vive più la quotidianità.
Reputo inaccettabile che la libertà concessa a certi individui di circolare come se non ci fossero regole vada ad intaccare il diritto dei cittadini di godere liberamente e con serenità degli spazi della propria città, andando a sfociare in una percezione di totale assenza dello Stato in certe zone del territorio.
Mi rivolgo quindi alle Autorità di pubblica sicurezza, all’attuale Sindaco e al prossimo futuro primo cittadino, e a tutti i catanesi, lanciando con estrema umiltà, ma con altrettanta estrema fermezza, un appello che sia stimolo per la riflessione, ma soprattutto per l’azione.
Francesco Viola – cittadino
Pubblicato su La Sicilia e Live Sicilia