Sul caso “Gettonopoli”

L'inchiesta "Gettonopoli" al Comune di Catania nasce da una denuncia del M5S Catania

L’inchiesta “Gettonopoli” nasce da una denuncia del M5S Catania

Truffa aggravata ai danni del Comune, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Sono queste le pesanti imputazioni che il GIP dell’inchiesta “Gettonopoli” ha ordinato di formulare alla Procura di Catania nei confronti di 34 consiglieri comunali e 17 segretari.

Durissime le parole del magistrato che descriverebbero una situazione desolante del massimo organo rappresentativo della nostra città:

«Dalle indagini emerge un desolante quadro di illegalità diffusa all’interno del quale i consiglieri e gli impiegati interessati si muovevano con totale disprezzo dei principi che regolano la materia, in un’ottica clientelare illecita ed ai limiti dell’arroganza. E’ stata creata una sorta di paludosa e confusa piattaforma amministrativa dove tutto era permesso e gli illeciti comportamenti sembrano costituire un normale incedere automatico nell’interesse non della Cosa pubblica, bensì dei singoli consiglieri indagati, protesi al raggiungimento di un fine economico del tutto personalistico».

Non sappiamo se avevano ragione i PM prima, nell’avere richiesto l’archiviazione per tutti gli indagati. O abbia ragione adesso il GIP che ne chiede l’imputazione coatta. Sarà la magistratura stessa ad appurarlo. E ci auguriamo lo faccia al più presto.

Nel frattempo però una cosa è certa: a garanzia delle tasche dei cittadini e dei consiglieri onesti, le prassi che governano il funzionamento del Consiglio comunale, e le Commissioni in particolare, vanno riviste, poiché da sempre – e CittàInsieme lo denuncia da 30 anni – hanno favorito quelli che per racimolare qualche “extra” al proprio “stipendio”, si bilocano o trilocano in posti diversi allo scopo di prendere due o tre piccioni con una sola fava.

CittàInsieme

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