Stati Generali di Catania sulla Legalità – IL NOSTRO INTERVENTO

Riportiamo qui di seguito il video ed il testo integrale dell’intervento di CittàInsieme alla sessione degli Stati Generali di Catania sulla Legalità, tenutasi sabato 22 maggio 2010.

Immagine anteprima YouTube

“Era il 27 maggio 2008
Il Comune di Catania, in collaborazione con Il Provveditorato e la Prefettura, grazie ai finanziamenti del PON sicurezza (un milione di euro), inaugurava un progetto di educazione alla legalità che coinvolgeva gli adulti e i giovani del capoluogo etneo.

Il progetto prevedeva l’allestimento di aree giochi e la messa in sicurezza di alcuni parchi, interventi formativi e informativi sulla sicurezza, del rispetto dell’’ambiente e dell’educazione alla legalità realizzati attraverso incontri nelle scuole.
Erano previsti, per i più piccoli, cantastorie, fiabe, giochi di gruppo, clown, per i più grandi giochi a sfondo educativo con successiva sessione di brainstorming. Per tutti proiezioni di brevi filmati sul tema della cultura della legalità.
Gli appuntamenti erano fissati per il 27 maggio (2008) alla Villa Pacini, il 5 giugno al Parco Falcone, il 6 giugno al Tondo Gioeni…

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Bellissime intenzioni!
Sembrava di essere a Stoccolma non a Catania!
Peccato che questi sogni sono rimasti sulla carta.
Solo qualche giorno fa dalle cronache cittadine abbiamo appreso che non è consigliabile portare i bambini al Tondo Gioeni.
Sporcizia, degrado, siringhe… possibilità di brutti incontri!
E’ meglio che i bambini facciano il picnic sotto il balcone di casa.

Noi di Cittainsieme siamo nati proprio per questo!
Per tentare di educare il catanese (anche noi stessi) al rapporto costruttivo con i suoi simili.
Per tentare di eliminare le sacche di illegalità presenti abbondantemente nella nostra città.
Dai nostri inizi, quando i vigili urbani, al viale Raffaello Sanzio, alle sette del mattino, ci pregavano di andarcene a casa per non disturbare le attività di Santapaola, cui il comune aveva affittato lo spazio attualmente coperto dal Parco Falcone, alla lotta contro i manifesti abusivi ai tempi dell’ass. Guarnaccia, al ricordo dei difensori della legge e della legalità che ogni anno ricordiamo il 23 maggio, domani, davanti al Palazzo di Giustizia.

Per questo i nostri amministratori, toppo occupati a risolvere le beghe della politica piuttosto che interessati ai problemi della città, ci troveranno sempre al loro fianco, quando si tratterà di far diventare Catania una città più civile.

Perché di parole se ne sprecano sempre tante, ma di fatti se ne vedono pochi.

Nei primissimi anni della Giunta Scapagnini, ,vice sindaco Nello Musumeci, l’amministrazione approvò un documento dal titolo significativo: “L’amministrazione comunale si rende interprete della crescente domanda di legalità e sicurezza che viene dalla città”.

Il documento, analisi lucida delle molte situazioni “illegali” della città, individuava ben tredici obbiettivi di intervento:
1). microcriminalità e bullismo di gruppo;
2) abusivismo commerciale;
3) abusivismo abitativo:
4) lobby del caro-affitto agli studenti universitari fuori sede;
5) lavoro nero e clandestino nei cantieri e nelle aziende,
6) racket dei residui posteggiatori abusivi,
7) produzione e vendita di merce contraffatta e fuorilegge;
8) presenza di immigrati clandestini costretti al vagabondaggio, allo sfruttamento o ad attività illecite;
9) diffusa presenza di nomadi non regolari, alcuni dei quali dediti a furti e all’impiego di minori destinati all’accattonaggio;
10) impianti pubblicitari abusivi o fuori regolamento;
11) uso indiscriminato delle corsie preferenziali, nel centro cittadino, anche da parte di chi non ne ha alcun titolo;
12) carico e scarico di merce negli esercizi del centro urbano, al di fuori degli orari stabiliti;
13) diffusa indisciplina degli utenti della strada”.

Il documento proseguiva esaminando settori di intervento, strategie, strumenti e modalità per assicurare il rispetto delle regole, per monitorare settori “sensibili” a sollecitazioni esterne, per instaurare rapporti di fiducia, trasparenza, semplicità con i cittadini.

Ci chiediamo a questo punto:
• Che fine hanno fatto tutte queste buone intenzioni?
• E soprattutto: Dove sono finiti i fondi stanziati dal Pon per la realizzazione di questi obbiettivi?

CHE NE E’ DI TUTTO QUESTO?

[SEGUE DISCORSO PROPOSITIVO SULL’ATTUAZIONE DELLO STATUTO COMUNALE: iniziativa del comitato cittadino “Noi Decidiamo” del quale anche CittàInsieme fa parte – www.noidecidiamo.tk]

Per concludere un augurio: che questa collaborazione tra cittadini ed Amministrazione comunale possa proseguire anche terminati gli Stati Generali. Troppo spesso in passato infatti il Palazzo degli Elefanti si è dimostrato restio al dialogo con i cittadini.

Grazie per l’attenzione.
CittàInsieme.”