Stati Generali di Catania sull’Ambiente – IL NOSTRO INTERVENTO

Riportiamo qui di seguito il testo integrale dell’intervento dei Giovani di CittàInsieme alla sessione degli Stati Generali di Catania sull’Ambiente, tenutasi sabato 17 aprile.

“Non possiamo che esprimere soddisfazione per il riferimento che il Prof. Piccione ha fatto nel suo intervento alla nostra lettera che avevamo inviato tempi addietro all’Assessore all’ecologia del Comune di Catania Domenico Mignemi, lettera che è densa di proposte concrete per il miglioramento del sistema di gestione dei rifiuti e che testimonia la massima attenzione dei cittadini verso quest’ordine di problemi. È proprio nel solco di questo spirito collaborativo che vorremmo noi di CittàInsieme richiamare l’attenzione dei presenti e, in particolare dell’Assessore, su alcuni rilievi critici non secondari che possono essere rilevati sull’appalto quinquennale di raccolta dei rifiuti ancora in fase di aggiudicazione…

Puntualizziamo infatti che uno degli obiettivi posti nel bando è quello di raggiungere il 40% della raccolta differenziata entro il 2015 a fronte di un obiettivo che la legge impone nel D.Lgs 152/06 art. 205, comma 1, lettera c) essere del 65% entro il 2012, pena l’aumento del 20% al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica (art. 205, comma 3). Così è certificato che chi gestirà i rifiuti a Catania sarà tranquillo (base d’asta del bando di gara è circa 165 milioni di euro per 5 anni) perché l’obiettivo è veramente basso (siamo nel 2010 e la gestione dei rifiuti è ancora allo stato primitivo) e noi cittadini pagheremo, approfittando dell’ignoranza dei più, una sovrattassa, l’ennesima, causata da una cattiva gestione della cosa pubblica.

Oggi il concetto di rifiuto a Catania è legato allo sporco, l’inquinamento e la puzza. Nel bando di gara DG 13/0452 del 31/12/2008 che prevede la gestione dei rifiuti solidi urbani per 5 anni, (2010-2015) non c’è traccia del concetto di: riduzione dei rifiuti, prevenzione della riduzione dei rifiuti mediante la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, azioni di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e di sensibilizzazione dei consumatori, oppure mediante clausole di gare d’appalto che valorizzino la competenza tecnica in materia di prevenzione della produzione dei rifiuti. Bisogna insomma favorire il riutilizzo, il reimpiego e per ultimo il riciclaggio. Bisogna adottare condizioni economiche che prescrivono l’impiego di materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato di tali materiali (si pensi al vetro ed al meccanismo del vuoto a rendere, oppure all’utilizzo dei rifiuti come mezzo per produrre energia.

Si può provare a dare una idea nuova di cosa vuole dire gestire i rifiuti in un’ottica di riduzione: facciamo notare ad esempio come in Italia (fonte “AltroConsumo”) si producono ogni anno 600 kg di rifiuti procapite (a Catania pensiamo un pò di più), quantità che è in costante aumento. Il ragionamento che si dovrebbe fare è semplice: gestire il 65 % di 600 kg vuol dire gestire quasi 400 kg di differenziata per ogni persona; ora, se già questi 600Kg diventassero via via 400 Kg (ad esempio), il 65% è circa 260 Kg e così via… si può arrivare anche a produzione 0. E non si dica la storiaccia che i cittadini catanesi non sono in grado di recepire queste informazioni perché questo vuole dire due cose inaccettabili: 1) i cittadini catanesi sono stupidi e da terzo mondo; 2) l’amministrazione non è in grado di governare i cittadini ma si fa governare assecondando le follie dei più. E se l’amministrazione non è in grado di governare (fare rispettare la legge) questo diventa un problema di tutti.

Vi suggeriamo qualche piccola proposta concreta che l’Amministrazione potrebbe recepire per iniziare a favorire la produzione dei rifiuti.

Le classi merceologiche sono: Vetro, Alluminio, Carta, Plastica, Umido.

Sulla Carta: utilizzo di carta riciclata e cartoni da riciclare migliorare un servizio che forse è l’unico che funziona. Multare i grandi centri commerciali che riempiono le cassette della pubblicità con tonnellate di carta che va a finire quasi sempre per strada. Non si capisce quale strategia economica ci sia dietro questa pubblicità. La grande distribuzione non paga la carta? Si producono tonnellate di rifiuti che i cittadini non richiedono e rigettano in mezzo alla strada. Questa gestione e il silenzio dell’amministrazione è aberrante.

Sul Vetro: vuoto a rendere. Restituire la cauzione. Che senso ha riciclare la bottiglia di vetro che tanto tornerà ad essere una bottiglia di vetro identica a prima? Questo si chiama spreco di energia, produzione di CO2, inutile inquinamento! Bisogna Riutilizzare.

Sull’Alluminio: Sensibilizzare i cittadini nella riduzione dell’uso dell’alluminio (ci vuole molta energia per produrre la lattina di bibita e, purtroppo, condizioni di lavoro molto disastrose). E, se proprio non se ne può fare a meno, riciclarlo (100%)

Sulla Plastica: incentivare e sensibilizzare i cittadini a bere l’acqua del rubinetto che è di ottima qualità ma snobbata dai più. La SIDRA, Società partecipata del Comune di Catania (della quale ci siamo ampiamente occupati in tempi recenti) dovrebbe fare un po’ di pubblicità in questo senso, mettere on-line i risultati dei controlli analitici che è obbligata ad eseguire ogni giorno e rassicurare i cittadini sulla bontà dell’acqua. Pperaltro, da dove proviene l’acqua in bottiglia? Sempre dalle stesse fonti da cui proviene l’acqua del rubinetto solo che molto meno controllata e in mano ai privati. L’Italia è la prima in Europa per consumo di acqua in bottiglia: produciamo più del doppio delle bottiglie di plastica rispetto alla media europea e siamo i terzi al mondo. (A proposito di acqua: cosa ne pensate della privatizzazione dell’acqua? Cosa dice l’Amministrazione comunale in merito ad un argomento sempre più attuale e per il quale tanti cittadini si risvegliano e sono pronti a scendere in strada? L’acqua è un bene di tutti e non è ne di destra nè di sinistra).
Inoltre incentivare i saponi alla spina che sono molto più concentrati e molto meno cari sarebbe un’altra strada da perseguire. Pur ammettendo che a Catania la crisi non esiste, queste due soluzioni farebbero risparmiare tanti soldi ai cittadini, farebbero guadagnare in termini di riduzione di CO2 (anche questa ha un costo, seppur non direttamente economico) e farebbe sentire tutti un po’ più con la coscienza a posto.

Sull’Umido: è quello che ha la responsabilità di far puzzare la spazzatura. Tolto questo, il rifiuto non puzza più. Inoltre si può incentivare l’acquisto di piccole compostiere e spiegare come fare il compost in casa, da utilizzare per esempio nei vasi o da spargere nei giardini pubblici (ottimo concime).

A proposito di giardini pubblici: Ambiente è sinonimo di verde. Quando potremo riappropriarci della Villa comunale più grande che c’è nel centro storico di Catania? (Villa Bellini). Ci avete privato anche di quella ed è una tristezza arrivare alla Villa e trovare le sbarre che impediscono di usufruire di un po’ di verde com’era un tempo per “problemi” che i cittadini comuni non riescono a comprendere.

Per concludere un augurio: che questa collaborazione tra cittadini ed Amministrazione comunale possa proseguire anche terminati gli Stati Generali. Troppo spesso in passato infatti il Palazzo degli Elefanti si è dimostrato restio al dialogo con i cittadini.

Grazie per l’attenzione.
CittàInsiemeGiovani.”