Servizi Sociali. È davvero finita l’emergenza?

È davvero finita l’emergenza sociale a Catania?
“Riprendono i Servizi sociali” annunciava l’assessore Lombardo in video e interviste rilasciate a giornali siciliani tra il 9 e l’11 maggio scorso. “Non c’è stato nessun taglio dei servizi … e fortunatamente siamo riusciti a ripristinarli trovando la copertura finanziaria…” continuava l’assessore (CataniaToday del 10 maggio 2019).
Dunque, la sospensione improvvisa, a causa del dissesto, dei servizi di ricovero anziani e disabili psichici ospitati in case di riposo, in case protette e comunità alloggio, dell’assistenza domiciliare ad anziani, dell’assistenza e dei servizi di trasporto ad alunni disabili sembrava finalmente scongiurata e si poteva sperare che sarebbe stata riattivata anche l’assistenza domiciliare ai disabili, la cui interruzione era quasi passata sotto silenzio.

L’annuncio ufficiale dell’assessore doveva segnare una svolta nel provvedimento di sospensione e garantire la ripresa, seppur graduale, delle normali attività di assistenza, peraltro già talora insufficienti.

Purtroppo però non è stato così: a distanza di più di venti giorni dalle dichiarazioni ufficiali, se anche sono stati riattivati i servizi relativi agli alunni disabili, ma solo fino alla fine dell’anno scolastico, gli altri servizi rimangono sospesi. Così, per esempio, tra gli altri, il trasporto e l’assistenza domiciliare a disabili gravi e gravissimi. Si tratta di persone talvolta prive anche di aiuti familiari, la cui unica risorsa e condizione per vivere è l’assistenza degli operatori specializzati preposti che, come abbiamo letto qualche giorno fa, non hanno garanzie future sulla retribuzione loro dovuta, in molti casi già sospesa da parecchi mesi.

A nulla sono servite le proteste formali di famiglie e operatori e l’indignazione della società civile e delle associazioni, qualcuna delle quali aveva sporto denuncia contro il Comune chiedendo le dimissioni dell’assessore e facendo appello al Prefetto perché intervenisse a tutela di assistiti e assistenti.

Come è possibile che il diritto inalienabile ad un servizio di pubblica necessità, garantito dall’art. 340 del codice penale, venga così impunemente calpestato?

Quanto ancora dovremo ascoltare false promesse e pubblici annunci che non trovano riscontro nella realtà dei fatti?

Come accettare che il Comune, seppure in dissesto, la Regione, il Governo Nazionale non si adoperino in ogni modo per trovare realmente le risorse economiche necessarie a garantire servizi essenziali, indispensabili e obbligatori, come imposto dalla Costituzione e dalla legge 104/92, e consentano che, ancora una volta, vengano penalizzate le fasce più vulnerabili della società?

Ne La Sicilia del 31 maggio 2019 abbiamo letto una ulteriore affermazione dell’assessore comunale ai Servizi sociali “…non posso sospendere prestazioni obbligatorie e garantite per legge, questo anche per mio dovere morale, che riguardano anziani, minori disabili e donne vittime di violenza, come pure il trasporto disabili che non è garantito…, ma a fronte di tutto questo non vedo ancora dal governo…nessun segno di attenzione”. Come se questi ed altri servizi non siano stati e continuano ad essere sospesi!!

Che dire poi dell’iniquo e scandaloso utilizzo, avvenuto negli anni scorsi, di fondi pubblici destinati ai Servizi sociali per vantaggi patrimoniali e consensi elettorali da parte di esponenti del distretto socio-sanitario etneo, di recente condannati con sentenza della terza Sezione penale del Tribunale di Catania (lasiciliaweb del 28 maggio 2019)?

E cosa pensare del Provvedimento normativo straordinario adottato in questi giorni in Commissione bilancio all’ARS, che prevede il trasferimento nelle casse del Comune di Catania di un’anticipazione finanziaria pari a 30 milioni di euro destinati a pagare 3000 dipendenti (L’Ora del 30 maggio 2019) i cui stipendi sono bloccati o a rischio? Arriverà il finanziamento? Quando? Ci sarà una quota assegnata ai Servizi sociali? Per quello che ci è noto “queste somme sono vincolate al pagamento degli stipendi dei dipendenti del Comune e delle Partecipate comunali” e non destinate a trovare le risorse per riattivare i servizi dovuti ai cittadini disabili e alle loro famiglie (Live Sicilia Catania del 1 giugno 2019).

Mentre l’incertezza e lo sgomento dominano sul drammatico futuro dei Servizi sociali, si alza ancora una volta il grido disperato delle famiglie, delle associazioni che si occupano di persone disabili (Live Sicilia Catania del 1 giugno 2019) e dei disabili stessi (Live Sicilia Catania del 19 maggio 2019), oppressi dalla rassegnata e colpevole indifferenza delle Istituzioni.

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