La spartizione delle Sovrintendenze ai Beni Culturali

Beni Culturali - Regione Siciliana

Pubblichiamo la lettera di un cittadino in merito alle recenti nomine ai vertici dei Beni Culturali nella Regione Siciliana.

LA SPARTIZIONE DELLE STERILI FIGURE DI SOVRINTENDENTI AI BENI CULTURALI
La mia esperienza nel campo della difesa dei beni culturali quasi sempre mi ha lasciato più che sconcertato sul comportamento di chi dovrebbe per ruolo e competenza istituzionale, pagati molto bene peraltro, proteggere e salvaguardare i beni culturali di questa martoriata regione. Sovrintendenti che, spesso, per non turbare quei politici che li hanno messi sulla poltrona più alta delle varie soprintendenze siciliane, ben nove, hanno permesso, con il loro consenso o senza muovere un solo dito scellerati interventi a danno di monumenti, palazzi e ville storiche, siti archeologici, beni naturali e ambientali, e così via, fino a deturparne anche irrimediabilmente l’entità e la natura. A conferma di ciò, e affinchè tutto ciò possa continuare senza intralci e con la solita faccia tosta, ecco l’ennesima scelta di sovrintendenti e dirigenti regionali di musei e siti archeologici sulla base della fedele vicinanza politica, affinchè la mano lunga del potere politico dominante possa restare sempre a controllare ogni mossa e ogni scelta come una sorta spada di Damocle che sovrasta la poltrona di ogni nuovo incaricato pronta a mietere vittime se questo indugia. E allora perché insistere nel nominare figure purtroppo sterili come i soprintendenti ai beni culturali e ambientali quando questi sono da sempre limitati nelle loro libere e consapevoli scelte il tutto, ovviamente, a danno delle bellezze artistiche e naturali della Sicilia? Ma, guarda caso e come al solito, tutti i partiti rappresentati nel governo regionale non protestano (o fanno semplicemente finta) per tutto ciò ma solamente per il semplice fatto che non sono stati considerati i loro personaggi da sponsorizzare ogni qualvolta si apre una nuovo varco nel grande vassoio dell’abbuffata della politica nostrana: tanto pagano i siciliani!. Allora mi chiedo se tutti i partiti oggi rappresentati all’Assemblea regionale sono in definitiva d’accordo su una spartizione delle poltrone che non avvantaggi o svantaggi alcuno come potranno i cittadini siciliani alle prossime tornate elettorali decidere quali partiti e quali personaggi votare? Forse non sarebbe il caso di spedirli tutti con serenità a quel paese una volta per sempre?
di Alfio Lisi