Pandemia non batte forbice

Qualche giorno fa abbiamo appreso, da diversi organi di stampa, dell’allarme lanciato, all’Assemblea Regionale Siciliana, dall’onorevole Claudio Fava in relazione alla sempre più precaria condizione in cui versa la Sanità siciliana. Infatti, a causa della riduzione di personale, e quindi dei servizi, nei distretti sanitari della Asp di Palermo ed in particolare nei distretti di Lercara, Termini e Corleone, della chiusura del laboratorio di analisi e di mammografia e l’azzeramento dei posti letto di ginecologia all’Ospedale di Petralia Sottana e della chiusura del laboratorio di analisi nella struttura ospedaliera di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, la situazione, sostiene il Presidente della Commissione Antimafia all’ARS, “è diventata insostenibile, perché colpisce duramente le aree interne della regione e limita il diritto alla salute per decine di migliaia di Siciliani”.

Partendo da queste sollecitazioni, esterniamo la nostra preoccupazione, essendo consapevoli che tagli di fondi e riduzioni di personale sanitario si ripercuotono in diminuzione di servizi erogati ai cittadini in generale, ma, in particolare, danneggiano i residenti dei comuni medio-piccoli.

Da troppo tempo, oramai, si persegue il contenimento della spesa pubblica operando indiscriminatamente riduzione di servizi in tanti distretti sanitari in Sicilia, e non solo, esautorando di fatto tanti presidi ospedalieri e costringendo moltissimi cittadini a rischiosi trasferimenti da un comune all’altro per usufruire di visite mediche e terapie specialistiche. Non di rado, infatti, succede che, per vedere soddisfatti i propri bisogni per la cura di patologie gravi, i pazienti debbano trasferirsi anche da una provincia all’altra, mentre è divenuta consuetudine, a causa di tanti ospedali soppressi, che debbano percorrere decine di chilometri da un comune ad un altro, anche non vicinissimo, persino per interventi di pronto soccorso.

Ci sorge il dubbio che, nonostante la pandemia tuttora in corso avrebbe dovuto far emergere la assoluta importanza di una sanità pubblica efficiente e capillarmente diffusa nel territorio, si continui a perseguire una politica di contenimento dei servizi offerti dalla sanità pubblica per favorire la sanità privata, e questo, non solo in netto contrasto con i suggerimenti della comunità scientifica, ma soprattutto emarginando le esigenze della categorie più fragili.