Catania, il depuratore, le fogne

Sidra

Funziona il depuratore delle acque reflue di Catania? L’Unione Europea ha già avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia che potrebbe costare parecchi milioni di euro ai suoi cittadini per i ritardi accumulati nel completamento delle fognature. La società SIDRA, una spa che gestisce il depuratore comunale e le fognature di oltre 400 mila abitanti – quando i comuni limitrofi saranno allacciati – sembra però sicura che la situazione stia andando verso una efficace soluzione, con opere di adeguamento degli impianti che serviranno almeno 300 mila utenti. Ma secondo i dati dell’ultima relazione sullo stato dell’ambito territoriale catanese solo il 15 per cento di abitazioni sono allacciate alla rete fognaria.
Cosa sta quindi facendo il Comune per risolvere il procedimento di infrazione, grave sotto il profilo della responsabilità internazionale e contabile, oltre che per la salute dei cittadini dell’area metropolitana?
E’ per questo che abbiamo cercato di riassumere nella lettera che segue tutte le perplessità e i dubbi sulla situazione.

La Sidra, il depuratore, le fogne
Tre mesi dopo

Leggiamo sul sito internet della Sidra s.p.a. un articoletto datato 31 marzo 2016 in cui fin dal titolo si esaltano “I Progetti del Comune di Catania per superare l’infrazione comunitaria” relativa alla rete fognaria e all’impianto di depurazione.

E’ detto che “con il progetto del Comune di Catania, inserito nella delibera CIPE 60/2012, si prevede di rimuovere tutte le criticità esistenti e di realizzare ulteriori 181 Km di rete” e che La Sidra  “braccio operativo del Comune” ha come obiettivo di “allacciare al più presto all’impianto di depurazione ulteriori 300.000 abitanti (dei 415.000 ancora oggi non allacciati)”, “nonché di ammodernare e ampliare l’impianto di depurazione”, ecc….

Si cita anche “un esempio virtuoso di soluzione progettuale” assemblato su disegni del Centro Studi di Economia dell’Università (CSEI). Per finire si afferma che “Il Comune di Catania ha inoltre tempestivamente prodotto… il finanziamento delle opere di completamento non inserite nella delibera CIPE, che consentirà di assicurare il servizio ai rimanenti 115.000 abitanti.”

Orbene, sono già passati tre mesi da quando il Consiglio comunale, in fretta e furia (dato che il presidente della Sidra aveva dato tempestive informazioni sull’argomento alla ‘Commissione Pertecipate’ e a quella ‘Bilancio’ del Consiglio Comunale), e con una evidente minoranza, essendo presenti e votanti  n. 25 consiglieri su 45 e favorevoli solamente n. 21 (Deliberazione n. 38 del 30/12/2015) ha approvato  l’adeguamento dello Statuto di SIDRA S.p.A., divenuta così in house.

Vengono in tal modo formalmente soddisfatte le condizioni della famosa  legge  regionale 11 agosto 2015 n.19, art 4 per cui la gestione del servizio idrico integrato  “può essere affidata … a società a totale partecipazione pubblica, a condizione che i Comuni … esercitino nei confronti dei soggetti affidatari un controllo analogo“.

Ma, dopo il  tempo trascorso,  è lecito che i cittadini pretendano di sapere, con chiarezza e trasparenza, non ciò che si dovrà fare, come scritto nel sito della Sidra, ma che cosa è stato effettivamente realizzato fin’ora.

La salute pubblica è stata messa in pericolo ed il mancato completamento della fognatura ha originato il procedimento di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Tale procedura è veramente superata? Se non lo è, di chi sono state le responsabilità e chi dovrà pagarne le conseguenze?
Quali sono i pericoli ambientali a cui siamo esposti?
Qual è lo stato attuale del sistema di depurazione delle acque?
Il depuratore funziona o no? Il Comune ha l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue?
Nell’approssimarsi della stagione estiva, in che condizione è il nostro mare?

A noi, purtroppo, risulta che:

  • Dalla relazione dell’ATO2 “TAB. 1 – STATO DELLE FOGNATURE E DEGLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE DELLA PROVINCIA DI CATANIA – ATO ACQUE CATANIA – Aggiornamento al 31/12/2014” risulta che: per la fognatura su 119.936 utenze solo il 15% è allacciato in rete.
  • In una intervista al giornale on line “Sudpress” del 20/10/2015 alla domanda “come mai per adesso il depuratore è fermo e non funzionante?” l’assessore Bosco rispondeva “Non so se sia o meno funzionante perchè la gestione dell’impianto di depurazione non è del Comune di Catania ma della Sidra”. Ma, adesso, secondo il nuovo statuto della società, non è forse il Comune responsabile della gestione?
  • La regione nel 2010 ha dato al Comune “l’autorizzazione provvisoria allo scarico nel canale Jungetto delle acque reflue urbane depurate…’  con validità di 4 anni (quindi già scaduta) vincolata al rigoroso rispetto di molteplici parametri. In quale misura tali condizioni sono state rispettate?. Chi doveva esercitare il controllo?
  • Recentemente l’assessore Bosco ha anche dichiarato che “Con la gestione Sidra e in quell’ottica metropolitana indicata dall’amministrazione Bianco, sarà inoltre possibile recuperare, attraverso i proventi dell’esercizio, ulteriori fondi che, sommate all’eventuale ribasso d’asta e a ulteriori contributi, potranno consentire il completamento della rete anche nei Comuni limitrofi”. Ma allora i fondi sono insufficienti? Si può inoltre pensare di ricorrere a ribassi d’asta se le nuove regole nazionali sugli appalti tendono a rendere secondaria tale voce a favore invece dei parametri di qualità?

Infine non meno importante è la conscenza degli adempimenti del Comune riguardo al famoso controllo analogo cosi come sono espressi nell’art.22 del nuovo statuto della Sidra.
Precisamente si vorrebbe sapere se sono stati nominati dal Sindaco i componenti dell’Organismo di controllo mediante i quali il Comune di Catania esercita la funzione di direzione e coordinamento della società. Tale Organismo (formato da 3 o più persone) ha, infatti, compiti importantissimi, tra cui quelli di monitorare la regolarità ed efficienza della gestione,  trasmettere ogni sei mesi agli organi deliberativi del Comune una relazione  sull’attività svolta dalla Sidra e sull’andamento della gestione societaria. L’Organo può, inoltre, deliberare in ordine alle operazioni strategiche della società, procedere ad atti di ispezione, nominare dirigenti ed in casi particolari  addirittura sciogliere la società.

Tutte le perplessità esposte ci inducono a chiedere urgentemente agli organi competenti risposte esaustive ai nostri quesiti.

Il “Gruppo Ambiente” di CittàInsieme.
Il gruppo di lavoro, coordinato da Antonio Romano, è aperto alla partecipazione di tutti e si riunisce ogni lunedì alle ore 19.00 presso la sede di CittàInsieme, in Via Siena (con ingresso dal P.le Oscar Romero).

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RASSEGNA STAMPA:
La Sicilia
Live Sicilia
Sicilia Journal

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AGGIORNAMENTI:
“Scontro depurazione. I 213 milioni per Catania al momento non ci sono” (La Sicilia, 22 aprile 2016)
“L’Assessore regionale Contrafatto replica a CittàInsieme” (Live Sicilia, 23 aprile 2016)