Il dissesto è una “benedizione”

Il dissesto finanziario è una “benedizione”.
È una benedizione:
– per l’attuale Amministrazione che potrà dire di avere fatto tutto il possibile per evitarlo, ma è stata la Corte dei Conti a pretenderlo. E potrà (se ne sarà in grado) occuparsi del futuro della città senza il peso dei debiti del passato;
– per tutti i precedenti amministratori che, se ritenuti responsabili, non potranno più ricandidarsi per 10 anni e avranno quindi finalmente tempo a disposizione per confrontarsi con la propria coscienza e capire che cosa hanno sbagliato, cosa non hanno fatto, cosa hanno nascosto;
– per i cittadini, quelli onesti, che pagano le tasse e che da questo momento non le pagheranno più per sostenere gli interessi su 1,6 miliardi di debiti;
– per i creditori del Comune che adesso se la vedranno direttamente con lo Stato che deciderà quanto pagare loro, ma che sicuramente pagherà;
– per i lavoratori che torneranno a ricevere lo stipendio a fine mese, non appena i Commissari si saranno insediati;
– per tutti noi cittadini che finalmente potremo vedere mettere un punto sul passato, sapere com’è potuto succedere tutto questo. E progettare il nostro futuro.
Per tutte queste ragioni siamo convinti che la definitiva e forzata dichiarazione di dissesto sia un bene per una classe politica come la nostra che non ha mai saputo assumersi le sue responsabilità. Ma siamo disponibili a cambiare idea. Per questo motivo, organizzeremo una serie di incontri pubblici sull’argomento. Per il primo, ci rendiamo disponibili ad ospitare il confronto tra gli ex sindaci Stancanelli e Bianco, in considerazione del guanto di sfida lanciato dal primo nei confronti del secondo.
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