Bilanci e proposte sui servizi sociali catanesi

Per la nostra città, quello appena conclusosi è stato un anno molto travagliato (anche) in materia di gestione dei servizi sociali.

Nel 2014, infatti, abbiamo ancora assistito, innanzitutto, all’ennesimo sacrificio (sull’altare delle reali ma ridondanti esigenze di bilancio) di fondamentali servizi. Basti pensare, ad esempio, agli asili nido, il cui annus horribilis si è aperto con una rimodulazione delle tariffe, che ha finito di fatto con lo scoraggiare le iscrizioni presso le strutture comunali, e si è chiuso con l’annuncio di un nuovo bando, in scadenza il prossimo 21 gennaio, il quale, se da un lato punta a mettere in campo un’offerta competitiva in termini di qualità e di costi rispetto alle strutture private, dall’altro circoscrive il servizio a “360 bambini iscritti e frequentanti, a prescindere dalla capienza strutturale” e mette a rischio il futuro occupazionale di decine di lavoratrici ausiliarie. Basti pensare, inoltre, alla chiusura (a fine ottobre) dei centri diurni per anziani, scelta ben lontana da quegli obiettivi di lotta all’emarginazione e alle difficoltà che avrebbero dovuto caratterizzare le politiche per gli anziani poste in essere dalla nostra Amministrazione.

Alla fine del 2014, abbiamo anche appreso che il governo nazionale molto probabilmente destinerà gli indispensabili fondi del Piano di Azione e Coesione (PAC), creati per finanziare piani di intervento a sostegno del welfare locale, alla copertura di alcune misure previste dalla legge di stabilità 2015, sottraendoli, così facendo, al Sud, alla Sicilia e alle possibili iniziative a favore dei più bisognosi che il nostro Comune avrebbe potuto intraprendere avvalendosi proprio delle suddette risorse.

Il nuovo assessore al Welfare, Angelo Villari (fonte immagine: NewSicilia

Il nuovo assessore al Welfare, Angelo Villari (fonte immagine)

Come se non bastasse, in questo vero e proprio “deserto dei Tartari”, si è consumato, lo scorso dicembre, il solito coup de théâtre politico che ha determinato l’avvicendamento tra l’assessore uscente, Fiorentino Trojano, e quello attuale, Angelo Villari (ex segretario della CGIL etnea).

Con l’augurio che questo cambio al vertice (già bollato da alcuni come “bagarre poltronizia”) sia del tutto estraneo a quegli equilibri di potere o rese dei conti interne che riducono la politica ad un mero parlarsi addosso senza dare soluzioni ai problemi che è chiamata a risolvere, non possiamo che auspicare per questo nuovo anno un cambio di rotta nella gestione dei servizi sociali.

Servirà una maggiore determinazione nel contrastare i diktat del governo centrale, che continuano a svilire il ruolo dei comuni scippando loro risorse indispensabili per la gestione del welfare locale; servirà una maggiore riorganizzazione interna che permetta di rafforzare il sostegno, il coordinamento e l’attuazione dei progetti in campo sociale propugnati dai catanesi, avvalendosi dei fondi comunitari. Sarà, inoltre, necessario mettere in campo una maggiore duttilità contro le ristrettezze imposte in primis dal Piano di rientro, creando in particolar modo un tavolo tecnico in grado di riunire tutti gli addetti ai lavori e di redigere (dopo aver passato in rassegna sia le esigenze delle fasce più deboli della nostra città che i servizi posti in essere dalle numerose realtà associative) una “reale” carta dei servizi, ottimizzando in tal modo le risorse e i servizi per la collettività.

Servono in definitiva coraggio, duttilità e coordinamento per fermare la deriva contabile della politica.

CittàInsieme

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CittàInsieme è organizzata in gruppi di lavoro. Quello sui “Servizi sociali” si riunisce ogni venerdì alle ore 16.45 in Via Siena (ingresso dal piazzale antistante la scalinata). La partecipazione è aperta a tutti.

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