Sulle nomine all’UREGA e alla SPI della Regione Siciliana

poltrona-rosso-oroNon siamo del tutto entusiasti delle soluzioni politiche e amministrative adottate dal governatore Crocetta.

Accanto ad interventi positivi molte altre decisioni ci lasciano perplessi.

Fra queste, due recenti nomine: quella del procuratore Giovanni Tinebra, ad un passo dalla pensione, a capo dell’UREGA (Ufficio Regionale Grandi Appalti) di Catania, per le opere superiori a due milioni di euro, e l’altra dell’avv. Antonio Fiumefreddo, già assessore lampo della giunta Crocetta, a capo del Comitato di sorveglianza della SPI, la società che gestisce il patrimonio immobiliare della Regione Siciliana.

Siamo preoccupati per il dottor Tinebra: lo attende il superlavoro che l’anziano ex magistrato dovrà affrontare, una volta andato in pensione, per far fronte agli inevitabili problemi dovuti alle infiltrazioni mafiose. Tutto ciò potrebbe minacciare la sua già cagionevole salute; e proprio per questo motivo non ha potuto, recentemente, rendere testimonianza in un importante processo.

Siamo preoccupati per l’avv. Fiumefreddo: l’inevitabile stress, già accumulato per i molteplici incarichi pregressi (sovrintendente del teatro Bellini, nominato da Raffaele Lombardo, assessore della giunta Scapagnini, candidato sindaco contro lo stesso Scapagnini, presidente dell’Ast Servizi, liquidatore dell’ex consorzio Asi di Catania, componente dell’organo di vigilanza della SAC che gestisce l’aeroporto catanese, etc.), si aggiungerebbe, con il nuovo incarico, al lavoro che già lo impegna, come afferma il governatore «nelle sue battaglie contro il malaffare» e nell’esercizio della sua professione.

CittàInsieme.

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